“Assume There’s a Landscape” è una mostra collettiva promossa dall’omonimo collettivo, che ha visto la partecipazione di numerosi artisti e progetti. Il collettivo ctrl+S ha preso parte ai primi due eventi, tenutisi a Labro nel 2021 e a San Terenzo nel 2022, presentando due contributi distinti che si collegano in modo profondo al tema centrale della rassegna.
La prima edizione di Assume There’s a Landscape si svolge a Labro, un piccolo paese delle colline laziali, all’interno di un vecchio deposito abbandonato che viene riaperto per ospitare la mostra e successivamente rimane attivo per accogliere altri eventi.
La mostra raccoglie diciotto diversi contributi progettuali e di ricerca, sia individuali che di gruppo, e realizza un allestimento in situ. Speculando sul concetto di paesaggio come corrispondenza tra ambiente fisico e topos letterario, si arriva all’ipotesi che, all’interno di un paesaggio, ne esistano molti altri, che possono fungere da categorie attraverso cui guardarlo.
Il contributo presentato si compone di una serie di riflessioni teoriche derivanti da “atti” progettuali, realizzati in piccole realtà rurali italiane. Per “Atto” si intende un’azione fisica, un moto, una costruzione collettiva, in cui l’architettura diventa il medium per raccontare un
lavoro corale. L’architettura si presenta come uno strumento efficace per raccontare luoghi attraverso nuovi metodi di ricerca e di azione, proponendo una collaborazione che coinvolge più mani e menti, e cercando di ripristinare quei valori etici, sociali e formali che i luoghi e i
non-luoghi possiedono, per ricollocarli in un contesto contemporaneo che parla al globale.
La seconda estate di Assume There’s a Landscape si svolge a San Terenzo, frazione del comune ligure di Lerici affacciata sul mare. Le riflessioni sulla natura e sulle trasformazioni del paesaggio aprono la strada a una riflessione più ampia che riguarda numerosi luoghi
costieri, sempre più influenzati dal turismo.
Nelle destinazioni turistiche balneari, due livelli temporali e spaziali si sovrappongono, costruendo due narrazioni apparentemente parallele. Da un lato c’è il turismo con la sua stagionalità, dall’altro la vita di chi risiede permanentemente, che percepisce le dinamiche
legate al territorio in modo diverso. Il turista cerca un’immagine artefatta, mentre l’ospite cerca di fornirgliela, dando vita a trasformazioni che avranno ricadute anche nei periodi in cui il flusso turistico si esaurisce.
L’impatto di queste attività è ampio e va dalle dinamiche di erosione costiera al paesaggio permanente della cultura balneare, fatto di dispositivi ricreativi come sdraio e ombrelloni. Il paesaggio si rinnova, diventando oggetto di consumo e feticcio, lasciando indietro la sua
storia e la sua identità, sacrificandole in nome del beneficio economico che il turismo apporta.
L’edizione produce un allestimento e un’installazione site specific negli ambienti interni ed esterni del castello di San Terenzo, con otto contributi individuali e di gruppo.
Il contributo presentato in questa edizione è una ricerca e analisi di alcuni luoghi iconici del turismo e dell’intrattenimento estivo che punteggiano le coste italiane. Discoteche, strutture alberghiere e parchi acquatici, un tempo frequentati dai turisti, sono oggi abbandonati e in decadenza, diventando scheletri di stagioni balneari passate. La ricerca si sviluppa sotto forma di cartoline che ritraggono questi luoghi abbandonati e di una mappa delle rovine turistiche, in cui vengono individuati altri siti lungo tutto lo stivale, pur non coprendo
l’interezza del fenomeno.