Total Eclipse of the Earth?

Concentrico
2022
Logroño (ES)
“This is the year of space exploration. Man has quit the Earth, and wants to go to the moon.”

Con questa frase, Lina Bo Bardi nel saggio “The Moon” del 1958, introduceva la sua invettiva contro quello “shocking anachronism” dettato dal divario tra il progresso tecnologico e gli atteggiamenti “antichi” tuttavia perpetrati dall’uomo.

Il nostro progetto nato per il concorso Concentrico si ispira alle parole profetiche dell’architetta brasiliana. All’atteggiamento passivo che vede l’uomo artefice della sua stessa rovina:

Man goes on working as he has always done, yet the product of his thousand-year labour had turned against him, in the blink of an eye.

L’immagine che ci suggerisce questo lento processo di autodistruzione è quella di un’eclissi, di un progressivo ottenebramento della luce. L’installazione rappresenta il momento prima di questa eclissi totale, del punto di non ritorno. E vuole esortare attraverso i suoi materiali e al suo processo costruttivo a ripensare in termini ecologici uno degli atti umani più “antichi”: costruire.

La struttura è quindi pensata per utilizzare quasi esclusivamente i pannelli di “efficiency poplar” messi a disposizione dal concorso. I giunti tra gli elementi sono realizzati attraverso incastri di carpenteria lignea, minimizzando l’uso di colle e materiali metallici.

Sono stati scelti materiali di origine naturale, ad eccezione del rivestimento in tessuto geotessile che riprende la texture della superficie lunare. Questo tessuto sintetico è ottenuto attraverso il riciclo di materiali di scarto, a sottolineare come oggi grazie alla tecnologia anche i materiali non biodegradabili possano godere di nuova vita.

È tutta una questione di approccio. Tornando alle parole che Lina Bo Bardi ci suggeriva nel ‘58, il vero problema non è il progresso tecnologico ma l’antichità dei modi umani che distruggono la poesia:

“Like a snake sloughing off its old skin, he will struggle to shed his antiquity. But once it has been cast off, it can then be incorporated into his cultural heritage, as part of a never-forgotten historical continuity. And this synthesis will form the basis for his attempt to build his humanity anew , and to rediscover his poetry”.

Siamo nell’attimo esatto in cui possiamo distruggere tutto oppure curare ciò che abbiamo fatto fino ad ora.
Concentrico
2022
Logroño (ES)
Collettivo CTRLS – Total Eclipse of the Earth
“This is the year of space exploration. Man has quit the Earth, and wants to go to the moon.”

Con questa frase, Lina Bo Bardi nel saggio “The Moon” del 1958, introduceva la sua invettiva contro quello “shocking anachronism” dettato dal divario tra il progresso tecnologico e gli atteggiamenti “antichi” tuttavia perpetrati dall’uomo.

Il nostro progetto nato per il concorso Concentrico si ispira alle parole profetiche dell’architetta brasiliana. All’atteggiamento passivo che vede l’uomo artefice della sua stessa rovina:

Man goes on working as he has always done, yet the product of his thousand-year labour had turned against him, in the blink of an eye.

L’immagine che ci suggerisce questo lento processo di autodistruzione è quella di un’eclissi, di un progressivo ottenebramento della luce. L’installazione rappresenta il momento prima di questa eclissi totale, del punto di non ritorno. E vuole esortare attraverso i suoi materiali e al suo processo costruttivo a ripensare in termini ecologici uno degli atti umani più “antichi”: costruire.

La struttura è quindi pensata per utilizzare quasi esclusivamente i pannelli di “efficiency poplar” messi a disposizione dal concorso. I giunti tra gli elementi sono realizzati attraverso incastri di carpenteria lignea, minimizzando l’uso di colle e materiali metallici.

Sono stati scelti materiali di origine naturale, ad eccezione del rivestimento in tessuto geotessile che riprende la texture della superficie lunare. Questo tessuto sintetico è ottenuto attraverso il riciclo di materiali di scarto, a sottolineare come oggi grazie alla tecnologia anche i materiali non biodegradabili possano godere di nuova vita.

È tutta una questione di approccio. Tornando alle parole che Lina Bo Bardi ci suggeriva nel ‘58, il vero problema non è il progresso tecnologico ma l’antichità dei modi umani che distruggono la poesia:

“Like a snake sloughing off its old skin, he will struggle to shed his antiquity. But once it has been cast off, it can then be incorporated into his cultural heritage, as part of a never-forgotten historical continuity. And this synthesis will form the basis for his attempt to build his humanity anew , and to rediscover his poetry”.

Siamo nell’attimo esatto in cui possiamo distruggere tutto oppure curare ciò che abbiamo fatto fino ad ora.